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“Leggere i segni del Signore”

Saluto CRS
Benvenuti a tutti. Questa giornata e questo tema di studio non potevano che avvenire in un tempo più propizio per noi cristiani che è quello dell’Avvento, quello dell’attesa. In questo periodo la Parola costantemente ci porta esempi di Segni, ma anche di esempi da seguire e di esempi da non seguire.
Sentiamo il bisogno di confessarvi che sentiamo fortemente la necessità di ringraziare il Signore per averci donato la grande gioia di far parte di questo Movimento e aver potuto conoscere tutti Voi nel nostro cammino.
Vorremmo intitolare questa Giornata alla “Ricchezza del Movimento END”.
Consapevoli di far parte di un Movimento la cui ricchezza è innanzitutto quello di far parte di una grande famiglia, abbiamo accettato questo incarico. Questa ricchezza deriva dal contributo che ogni coppia e ogni Consigliere Spirituale possono dare alla nostra crescita spirituale. E’ non è forse un “Segno del Signore” tutta questa disponibilità che abbiamo incontrato nella organizzazione di questa giornata ma anche in tutte le attività che come Settore San Francesco stiamo svolgendo?
Ci riferiamo a tante coppie che con la loro disponibilità, con gesti concreti, hanno reso possibile realizzare questa giornata tanto da poterci far dire: “Nulla è impossibile al Signore”. Questi gesti vanno oltre il semplice buonismo. Sono gesti che dimostrano il sentire di avere una storia comune, di far parte di un popolo che ha una storia, di fedeltà al Signore, che vuole portare avanti nonostante tutte le difficoltà e sicuri della sua fedeltà.
Quello che avete dimostrato è di sentirvi parte di una comunità. Quello che avete fatto è un vero sostegno reciproco. Avete condiviso speranze e difficoltà per camminare insieme. Questo significa rendersi conto che è necessario attivarsi perché il movimento si sviluppi positivamente per il progresso di tutte le coppie. Perché sono il vostro impegno e la vostra disponibilità che consentono al Movimento di crescere e di progredire. E questo vi rende veri cristiani e segno stesso dell’amore di Dio.
Accettare gli incarichi, essere disponibili a fare testimonianze, preparare le lodi e la messa, essere disponibili ad occuparvi degli aspetti tecnici di questo collegamento, trovare una chiesa che ci dia la possibilità di incontrarci e, poi, accoglierci in quella chiesa con attenzione e cura, realizzare la nuova cassa di compensazione e in generale prendersi cura della altre coppie sono tutte manifestazioni di un unico ambito, quello di sentire di far parte di una grande famiglia, del coraggio di essere solidali nei confronti di singole coppie e, riteniamo, della società nel suo complesso, come il Papa ci chiede di fare.
Senza questo spirito tutto rischierebbe di essere incompiuto e sterile.
Grazie di cuore a tutti e buona e santa giornata di settore. Che il Signore Vi benedica.
Introduzione della CRS sul tema della Relazione. Ed ecco che il Signore passò. Ci fu un vento impetuoso e gagliardo, da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore, ma il Signore non era nel vento. Dopo il vento un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto. Dopo il terremoto un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Dopo il fuoco, il sussurro di una brezza leggera. Come l’udì Elia si coprì il volto con il mantello. Uscì e si fermò all’ingresso della caverna. Ed ecco venne a lui una voce che gli diceva: che cosa fai qui Elia? (1Re 19,11-13). Non possiamo iniziare questo triennio se non cercando di capire come il Signore ci comunica le Sue volontà e come noi possiamo farci strumento nelle sue mani. Ci abbiamo tenuto particolarmente a trattare questo come tema iniziale poiché se siamo qui a svolgere questo servizio di CRS è certamente perché non abbiamo potuto dire di NO ai tanti segni che il Signore ci ha inviato. A partire dall’incontro di Assisi nel settembre 2019 rivolto alle CRS d’Italia, a cui abbiamo preso parte in maniera del tutto fortuita, ed il cui tema centrale è stato “non sotterrare i propri talenti” ; Durante queste giornate tutte le relazioni e gli interventi dei vari equipier sembravano rivolgersi proprio a noi ed ognuno ci dava risposte a domande che neanche noi ci eravamo mai posti ; Dell’incontro durante una passeggiata in un caldo pomeriggio di Giugno con un sacerdote che non vedevamo da circa 4 anni e che, attraverso una allegra chiacchierata, ci ha detto chiaramente che quando il Signore ci chiama è perché vuole proprio noi con tutte le debolezze e le nostre inadeguatezze. Dio si lascia trovare solo da chi lo cerca con cuore sincero, nei luoghi ordinari della vita, attratto dal suo silenzio o dove l’uomo mai avrebbe pensato di poterlo trovare, nascosto nella fragilità o nell’insuccesso umano, o dove l’uomo sembra addirittura negarlo o allontanarsi da lui.

Riflessione “semplice” per l’incontro del 13 dicembre 2020
con le famiglie END del settore San Francesco di Perugia


“Leggere i segni del Signore”
Dio sempre si manifesta. Tutta la creazione, la natura, gli animali e in modo particolare gli uomini, sono una continua manifestazione della presenza di Dio Creatore nella storia dell’umanità. Quanti sono consapevoli di questo? Si vive tutto, molto spesso, come una realtà in cui ci si è venuti a trovare perché venuti al mondo, senza sapere il perché, il senso, cosa c’è dietro a tutto quello che ci accade.
Non pochi sono coloro che vivono senza mai domandarsi: Chi sono io? Da dove vengo? Dove sto andando? Per vedere in profondità e nella verità, non basta avere una vista acutissima e perfetta. Per leggere nelle profondità della storia umana, della propria storia esistenziale, c’è bisogno di lenti eccezionali, uniche, particolari, che non puoi trovare in nessun negozio specializzato ma che solo Dio ti può donare.
Se per vedere in una stanza buia, è necessario accendere la luce, così, per poter “leggere” il corso degli eventi, la presenza e l’azione di Dio nella nostra storia, è indispensabile far luce per mezzo dello Spirito Santo. Solo alla luce dello Spirito Santo che è potenza d’amore che illumina le nostre tenebre, la nostra oscurità, possiamo “leggere” i segni del Signore, della sua presenza nella nostra vita. Questo, sia quando va tutto bene e siamo coinvolti in eventi positivi che danno gioia e pace, sia quando siamo raggiunti da eventi ed esperienze che ci rattristano, feriscono e producono sofferenze interiori e fisiche, umanamente impossibili da gestire, da affrontare con le sole nostre povere forze.
Con l’aiuto dello Spirito Santo, anche quello che agli occhi degli uomini (soprattutto quelli senza fede) si presenta grave, doloroso, un terribile evento, una vera e propria disgrazia, può essere letto in modo diverso e coglierne anche il bene che Dio riesce a trarre dal male. Un uomo colpito da grave malattia, prossimo alla morte, senza l’azione dello Spirito Santo e senza fede, può considerare solo come disgrazia, sfortuna, quello che gli sta accadendo, incolpando anche Dio, che se è vero che esiste, non fa nulla perché cambi in meglio qualcosa.
Un altro invece, potrebbe, con la forza dello Spirito Santo e della fede, vivere il tempo della sofferenza e della prova, come un tempo di grazia, per avvicinarsi sempre più a Dio, o per riavvicinarsi a Dio dopo un tempo di allontanamento, per rivedere la sua vita e prepararsi con umiltà e fiducia, verità e pentimento, all’incontro più importante della sua esistenza terrena; l’incontro definitivo e decisivo con l’infinita Misericordia di Dio.
Anche questo tempo difficile di pandemia, considerato da molti solo come una disgrazia, una punizione divina, o anche il frutto di una perversione umana dettata da una volontà diabolica, alla luce dello Spirito Santo può essere visto e vissuto come un tempo di grazia, di conversione, di revisione della vita; un invito a prendere sul serio la vita con Dio e con i fratelli.
Si, perché come dice san Giovanni della Croce, “Alla sera della vita ciò che conta è aver amato” e come dice Santa madre Teresa di Calcutta, “Importante non è ciò che facciamo, ma quanto amore mettiamo in ciò che facciamo; bisogna fare piccole cose con grande amore”. Ed anche “Non importa da dove parti, conta solo chi vuoi essere e dove vuoi arrivare”.
Per “leggere i segni del Signore” è fondamentale vivere ogni giorno alla Sua presenza, intessere una relazione sempre più familiare e intensa con Dio. Il salmo 35,10 dice: “Alla tua luce Signore, noi vediamo la luce”.
Vediamo, comprendiamo, agiamo bene, solo se illuminati dalla luce dello Spirito di Dio; solo se strettamente abbracciati al nostro Salvatore e alla sua e nostra dolcissima e santissima Madre Maria. L’evangelista Luca al capitolo 2,19 dice: “Maria da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore “. Maria, legge i segni di Dio nella storia della salvezza, nella quale e per la quale lei è coinvolta in prima persona, alla luce dello Spirito Santo, che trabocca in lei. Maria non ha fretta di sapere subito cosa avverrà e le conseguenze del suo SI.
Per “leggere” i segni di Dio c’è bisogno di tempo, di attesa, ma un’attesa riempita dall’amore per il Signore e da una preghiera continua e senza resa.
Il tempo fa maturare i frutti dei segni che Dio dona. Se sono segni che vengono dal Signore, anche i frutti saranno buoni e parleranno da sé, altrimenti ciò che non viene da Dio, o non dà nessun frutto o ne dà di cattivi.
Per impedire a Dio di rivelarsi a noi e di parlare con segni più o meno evidenti, il problema non sono i nostri limiti umani che tutti abbiamo, ma la totale chiusura all’azione dello Spirito Santo, ad un rapporto quanto più profondo con esso. Dolorosa e disarmante, è la più totale e immatura indifferenza proprio verso colui che è luce e sapienza.
Nel mondo sono in molti che si lasciano ingannare dallo spirito della menzogna, dallo spirito dell’Anticristo. Se il cuore dell’uomo non è abitato da Dio, è vuoto; lì ci si tuffa il male e diventa guida cieca fino all’autodistruzione della persona umana.
“È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla”. (Gv. 6,63)
Padre Edoardo Tranquilli
O.F.M. Conventuali


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